GIOVEDI' 2 SETTEMBRE
SARTORI: "PIU' GIOVANE E PIU' FORTE, IL CHIEVO MI PIACE COSI'"
E va beh, mica sempre le ciambelle riescono col buco. Allarga le braccia, Giovanni Sartori. E sorride. Per restare ai dolci, aveva preparato la torta, ciliegina compresa. Nome e cognome Markus Rosenberg, attaccante del Werder Brema, uno che solo qualche giorno fa aveva contribuito a stendere la Samp del vecchio amico Mimmo, con un gol d'autore. Già fatta, documenti e accordo col Werder, prezzo fissato, tutto pronto. Poi 'l'invasione' di campo del Racing Santander, campionato spagnolo, forse più soldi e di sicuro più allegria. Rosenberg ha detto "no, Chievo, non vengo". Sarebbe stato il colpaccio, così come non sarebbe stato male prendere Valdes (Paraguay), dal Borussia, oppure il colombiano Martinez, seguito a lungo nel campionato messicano. Però, così va il mondo, nè, diciamolo, ripensare a questo toglie il sonno a Sartori.
"Ah, questo è sicuro. Perchè, sia chiaro, rispetto al nostro programma gli obiettivi principali sono stati centrati. Ci è mancato soltanto il ritocco, quello che avrebbe completato il lavoro, senza peraltro stravolgere quello che pensiamo".
"E' stato fatto un buon lavoro, in linea con quelle che erano le idee della società e le esigenze della squadra. Due obiettivi centrati in pieno"
Sembra un Chievo più forte... "Sì, sulla carta lo è, ma è meglio sottolineare 'sulla carta'. Nel calcio le impressioni e le valutazioni che si fanno fuori dal campo valgono zero. Quello che conta è sempre il campo, quello che ti dice, attraverso i risultati"
Il primo responso è stato positivo, allora... "Beh, se pensiamo al Catania, sicuro. Bella partita, vittoria importante, con un gran secondo tempo. Magari nel primo era stata più equilibrata, poi siamo usciti bene. Ci voleva, vincere fa bene, anche se, com'è normale, siamo ancora in rodaggio, come tutte le altre squadre"
"L'obiettivo era confermare il gruppo più importante dell'ultima stagione e ci siamo riusciti, compresi Mantovani e Sorrentino. Poi abbiamo aggiunto otto-nove giocatori, molti dei quali nazionali, che ci hanno permesso anche di ringiovanire la squadra. Secondo una statistica letta nei giorni scorsi, eravamo una delle più vecchie. Oggi penso che il Chievo abbia dato una bella rinfrescata anche in questo senso"
"Noi siamo soddisfatti del nostro lavoro, ma credo che anche le nostre rivali abbiano compiuto passi importanti. Il Bologna, il Cesena stesso, han fatto colpi pesanti. Anche il Brescia di Iachini, tanto per dire, con Diamanti, Eder e Zebina ha cambiato faccia. Mi pare che ci sia stato un livellamento in alto, anche per la lotta-salvezza"
"Non cambia niente, rispetto a quello che ci siamo sempre detti. Il Chievo ha un solo obiettivo, centrare al più presto la salvezza, tutto il resto son parole al vento. E per farlo, non ha che una strada. La solita. Umiltà, impegno, voglia, orgoglio di vestire questa maglia. Le cose che ci hanno permesso di essere qua e che non devono mai mancare. Oggi, c'è un gruppo che ha qualità, che numericamente è completo, che adesso deve anche essere intelligente per capire che i personalismi non ti portano da nessuna parte. Si vince tutti assieme. Il Chievo è questo, non cambierà mai"
L'Arena
"FERNANDES LO INSEGUIVO DA QUATTRO ANNI. ROSEMBERG, ERA GIA' TUTTO FATTO"
Giovanni Sartori arriva a Peschiera con il sorriso sulle labbra. Aria rilassata, dopo i fuochi del mercato. Parla dei colpi messi a segno e di quelli mancati.
"Era tutto fatto con il Werder Brema per Rosemberg. Alle 15 doveva solo firmare, ma in extremis si è inserito il Racing Santander e lui ha scelto la Spagna: insomma, l’operazione è sfumata"
Fernandes il colpo più importante? "Se guardiamo il curriculum, direi proprio di sì. Avevamo cercato di prenderlo già quattro anni fa, poi si inserì il Manchester City... E’ un destro, ma può giocare anche a sinistra. Nel nostro progetto è l’alternativa a Luciano, poi deciderà l’allenatore come impiegarlo, mentre Kevin Constant è un mancino che può fare anche il trequartista. Lui è l’alternativa a Marcolini"
Leggo
"ITALIANI TROPPO COSTOSI. PER QUESTO ANCHE NOI PESCHIAMO ALL'ESTERO"
"Sì, è vero, il Chievo non ha mai avuto un respiro così internazionale". E' finito il mercato, iniziano i bilanci e all'occhio di Sartori salta subito il numero di stranieri: quindici, quasi metà della rosa. Un segno dei tempi che cambiano e il varo di una nuova politica per il club della Diga, come racconta lo stesso fautore del mercato gialloblù: "E' il frutto della globalizzazione e dei mercati esteri che si aprono. Quello italiano offre poco e a prezzi alti, così si guarda oltre il confine. Almeno - sorride Sartori - abbiamo giustificato le spese che il presidente ha sostenuto per farci andare all'estero a vedere le partite"
"Il fatto che molti acquisti arrivano da Oltralpe è una casualità: Cesar e Jokic li seguivamo già nella loro Nazionale, che giocassero con Grenoble e Sochaux era un fatto secondario; così come Fernandes, che ci piaceva fin dai tempi del Sion, in Svizzera, e siamo riusciti a prendere soltanto adesso dal Saint Etienne"
"Il nostro bilancio è positivo. Abbiamo sistemato qualcosa come 40 giocatori. A giugno abbiamo fatto nostri Granoche, Sardo e Jokic, poi abbiamo mantenuto almeno tre pedine importanti, vedi Mantovani, Sorrentino, Pellissier, e adesso ci sono nuovi giocatori che potrebbero darci una mano e speriamo si ambientino in fretta"
Corriere di Verona


